Perchè la risonanza magnetica è detta nucleare?

E’ un esame clinico che, nella maggior parte dei casi, si esegue all’interno di un tunnel lungo quanto il corpo umano e fornisce immagini di sezioni del corpo umano. La RMN (risonanza magnetica nucleare) sottopone il paziente ad un forte campo magnetico grazie al quale è possibile analizzare i segnali emessi dagli atomi di idrogeno presenti nei tessuti degli organi. Al termine, l’elaborazione di un computer trasforma questi segnali in immagini che mostrano i diversi tessuti degli organi e le eventuali anomalie.

Scoperta indipendentemente nel 1946 dai fisici Felix Bloch ed Edward Purcell, per cui ricevettero il Premio Nobel per la fisica nel 1952, tra il 1950 e il 1970 venne utilizzata primariamente nell’analisi della chimica molecolare e della struttura dei materiali.
Nel 1971 Raymond Vahan Damadian descrisse come tumori e tessuti sani forniscano risposte differenti all’analisi RMN. Egli suggerì che queste differenze potessero essere utilizzate per la diagnosi del cancro. Tuttavia, ricerche successive dimostrarono che queste differenze, sebbene reali, abbiano un ampio campo di variabilità per cui sarebbe stato difficile utilizzarle per scopi diagnostici.
Ciononostante nel 1974 egli registrò il primo brevetto sulle applicazioni mediche della RMN registrando il concetto di RMN applicata alla diagnosi dei tumori.
Nel riassumere la storia della risonanza magnetica, Mattson and Simon (1996) accreditarono a Damadian la prima descrizione della risonanza dell’intero corpo umano e la scoperta delle differenze fra i tessuti che la resero possibile.
 Nel 1972, sfruttando i progressi matematici per la ricostruzione delle immagini, basati sulla trasformata di Fourier, Lauterbur associò lo studio di risonanza, fino ad allora utilizzato nell’osservazione di macromolecole chimiche, a distretti anatomici.
Nel 1988, la Numar, una società sviluppata appositamente per il NMR logging realizza il primo strumento, chiamato MRIL (Magnetic Resonance Imaging Logging) dotato di magneti permanenti e un’antenna RF per inviare una serie di impulsi permettendo la determinazione del tempo di rilassamento trasversale. (fonte Wikipedia)

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