Piccoli ‘vampiri’: un paleobiologo trova la prova di una predazione in antichi ecosistemi microbici

Fonte
La prova risale a più di 740 milioni di anni fa.
I vampiri sono reali, e sono in giro da milioni di anni. Almeno, tra le amebe. Questo viene suggerito da una nuova ricerca della paleobiologa Susannah Porter del UC Santa Barbara.
Utilizzando un microscopio elettronico a scansione per esaminare dei minuscoli fossili, la Porter ha trovato fori perfettamente circolari che possono essere stati generati da un antico rapporto di predazione tra queste creature e l’ameba Vampyrellidae. Queste creature unicellulari perforano i gusci delle loro prede e raggiungono l’interno per consumare il contenuto delle cellule. Le scoperte di Porter compaiono nei Proceedings of the Royal Society B.
A mia conoscenza questi fori sono la prima prova diretta di predazione sugli eucarioti,” ha detto la Porter, professore associato presso il UCSB’s Department of Earth Science. Gli Eucarioti sono organismi le cui cellule contengono un nucleo e altri organelli, come i mitocondri.
Abbiamo una grande quantità di dati riguardanti la predazione su animali risalenti a 550 milioni di anni fa“, ha continuato, “a partire dalle primissime conchiglie mineralizzate, che mostrano la presenza di fori; non abbiamo mai trovato niente di simile per quanto riguarda i primi anni della presenza della vita sulla Terra, ed ora, per la prima volta, questi dati appaiono. Questi fori potenzialmente offrono un’occasione di studiare le interazioni preda-predatore in tempi molto lontani, in antichi ecosistemi microbici“.
Porter ha esaminato fossili del Gruppo Chuar nel Grand Canyon – una tempo un antico fondale marino – che risalgono ad un periodo tra 782 e 742 milioni di anni fa. I fori sono di circa un micrometro (un millesimo di millimetro) di diametro e si trovano in sette specie identificate. I fori non sono presenti in tutti i membri della specie; in realtà, essi appaiono in non più del 10 per cento dei campioni.
Ho anche trovato prove di specificità delle dimensioni dei fori, specie così diverse mostrano diverse dimensioni caratteristiche dei fori, che è coerente con quello che sappiamo in merito alle moderne amebe vampire e le loro preferenze alimentari“, ha detto Porter. “Diverse specie di amebe fanno fori di diverse dimensioni. Le amebe Vampyrellidae hanno un grande analogo moderno, ma poichè questo comportamento alimentare da vampiri è noto in una serie di diverse specie di amebe non correlate, rende difficile definire esattamente che predatore fosse.
Secondo Porter, questa prova può aiutare ad affrontare la questione se la predazione è stata uno dei fattori trainanti nella diversificazione degli eucarioti che ha avuto luogo circa 800 milioni di anni fa.
Se questo è vero, allora se guardiamo le associazioni fossili più grandi – da 1 a 1,6 miliardi di anni fa – gli eucarioti fossili non mostrano alcuna traccia di predazione“, ha detto Porter. “Sono interessata a scoprire quando la predazione tramite foratura del guscio della preda appare per la prima volta nella documentazione fossile e se la sua intensità cambia nel tempo.
Porter è anche interessata a vedere se l’ossigeno ha giocato un ruolo nei livelli di predazione attraverso il tempo. Ha notato che tra i microfossili gli organismi attaccati erano probabilmente fitoplancton che vive in acque superficiali ossigenate, ma come le amebe vampyrellidae di oggi, i predatori possono aver vissuto nei sedimenti. Lei suggerisce che questo antico fitoplancton si incistasse – queste cisti sono le strutture oggi conservate come fossili – e che si depositasse sul fondale dove veniva attaccato dalle amebe.
Abbiamo le prove che le acque di fondale del Gruppo Chuar, di quel bacino che era anticamente il Grand Canyon, era relativamente profondo – 200 metri di profondità al massimo – e, a volte è diventato anossico, nel senso che mancava l’ossigeno“, ha spiegato Porter.
Sono interessata a sapere se i predatori erano presenti e stabilire se tali fori erano presenti solo quando le acque di fondo contenevano ossigeno”, ha aggiunto Porter.” Questo potrebbe legare la diversificazione degli eucarioti e la comparsa di predatori all’aumentare dei livelli di ossigeno circa 800 milioni di anni fa.
Sappiamo dalla moderna ameba vampiro che almeno alcune di loro si incistano esse stesse“, ha detto Porter. “Un mio ex studente ha detto scherzando che dovremmo chiamare queste strutture bare. Così una delle nostre aspirazioni è quella di vedere se possiamo trovare queste bare nei depositi di fossili. Questo sarà il prossimo progetto di ricerca.


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